Quando una famiglia inizia a cercare campi estivi, si trova spesso di fronte a una sensazione piuttosto comune: tutto sembra uguale. I siti web promettono divertimento, apprendimento ed esperienze indimenticabili, ma pochi spiegano chiaramente che tipo di esperienza vivrà davvero il bambino o l’adolescente.
In The Village vediamo questo punto ancora e ancora. Famiglie che non hanno dubbi per mancanza di opzioni, ma perché non sanno come confrontarle. Ed è normale. Scegliere un campo estivo non è solo scegliere un'attività per l’estate; è decidere che tipo di esperienza vuoi che viva tuo figlio per diverse settimane.
Prima di entrare in prezzi, date o ubicazioni, conviene fermarsi un attimo e capire qualcosa di fondamentale: non tutti i campi mirano allo stesso obiettivo, né sono pensati per lo stesso tipo di bambino.
Non tutti i campi offrono la stessa esperienza
Una delle prime cose che chiarifichiamo in The Village quando parliamo con una famiglia è che le differenze tra i campi non si trovano solo nelle attività presenti nel programma. Risiedono nel modo in cui si vive la quotidianità.
Ci sono campi che funzionano come una somma di attività singole e altri che sono progettati come un'esperienza continua, dove tutto ciò che accade durante la giornata ha senso all’interno di uno stesso approccio. Questa differenza è fondamentale, perché condiziona sia l’apprendimento che il benessere del partecipante.
Quando il campo è ben strutturato, il bambino non “fa cose”, ma vive un’esperienza completa, con routine, relazioni e apprendimenti che si costruiscono poco a poco.
Campi urbani e campi con pernottamento
Uno dei primi criteri che aiutano a ordinare le opzioni è il formato. I campi urbani permettono al bambino di tornare a casa ogni giorno. Di solito sono adatti quando si cerca conciliazione o quando non è ancora pronto a trascorrere diversi giorni fuori dall’ambiente familiare.
I campi con pernottamento, invece, implicano la convivenza fuori casa per un periodo continuativo. Questa convivenza genera un cambiamento importante: il bambino inizia a prendere piccole decisioni, ad adattarsi a nuove routine e a relazionarsi in modo più autonomo con l’ambiente circostante.
Dall’esperienza di The Village, quando un bambino è emotivamente pronto, questo tipo di campo ha solitamente un impatto molto più profondo. Non solo per la durata, ma perché tutto ciò che accade fa parte dell’apprendimento, non solo le attività previste dal programma.
L’approccio conta più dell’etichetta
Un altro errore comune è guardare solo all’etichetta del campo: sportivo, creativo, educativo, linguistico. Sebbene queste categorie aiutino a orientarsi, non spiegano da sole come sarà l’esperienza reale.
In The Village consideriamo le attività come uno strumento educativo. Lo sport, la musica, il teatro o qualsiasi altra attività non sono un fine a sé stante, ma contesti in cui i partecipanti si relazionano, comunicano e acquisiscono sicurezza.
Due campi possono offrire attività simili e, tuttavia, generare esperienze completamente diverse. La differenza sta in come vengono accompagnate queste attività, quale ruolo ha il team educativo e cosa si promuove oltre all’intrattenimento.
Campi di lingue e campi bilingue
Questa è una delle domande più frequenti che riceviamo. Anche se spesso vengono usati come sinonimi, un campo bilingue e un campo di lingue non funzionano allo stesso modo.
In un campo bilingue, la lingua viene solitamente alternata. Parte della giornata si vive in spagnolo e parte in un’altra lingua. Questo può essere utile come primo contatto, ma limita l’esposizione reale alla lingua.
In un campo di immersione, come quello che si vive in The Village, la lingua diventa quella della convivenza. L’inglese non è riservato a un momento specifico della giornata, ma viene utilizzato per comunicare, giocare, risolvere situazioni quotidiane e relazionarsi con gli altri. È questa continuità che permette che la lingua smetta di essere una barriera e inizi a essere usata con naturalezza.
L’età cambia completamente l’esperienza
Uno dei fattori che più condiziona come si vive un campo è l’età del partecipante. Non solo per una questione di anni, ma per il momento personale ed emotivo in cui si trova.
In The Village verifichiamo ogni estate che, quando il programma non è ben adattato alla fase di vita, l’esperienza perde significato. Per questo è importante capire di cosa ha solitamente bisogno un bambino o un adolescente in ogni momento.
In linea generale, nelle età più giovani si cerca solitamente:
- una prima esperienza fuori casa
- sentirsi sicuro e accompagnato
- imparare a convivere con altri bambini
- acquisire fiducia poco a poco
In questi casi, optare per programmi specifici come i campi di inglese per bambini fa solitamente una grande differenza.
Al contrario, nell’adolescenza emergono altre esigenze molto diverse:
- maggiore autonomia
- relazioni sociali più profonde
- sentirsi parte di un gruppo
- esprimersi e comunicare senza paura
Per questo, i campi di inglese per adolescenti richiedono un approccio diverso, in cui la convivenza e l’identità di gruppo hanno un ruolo chiave.
Quando l’ambiente fa la differenza
L’ambiente non è solo il luogo dove si dorme o si svolgono le attività. È parte attiva dell’esperienza. Uno spazio curato, sicuro e ben organizzato influenza direttamente come si sentono i partecipanti fin dal primo giorno.
In The Village abbiamo visto come il contatto con la natura, le strutture adeguate e un ambiente pensato per la convivenza aiutino bambini e ragazzi a rilassarsi e ad aprirsi più facilmente all’esperienza.
Un buon ambiente favorisce soprattutto:
- la convivenza tra partecipanti
- il distacco dalla routine quotidiana
- la partecipazione alle attività
- il benessere emotivo
Quando l’ambiente accompagna, l’apprendimento fluisce con molta più facilità.
Come iniziare a escludere opzioni con criterio
A questo punto, molte famiglie si rendono conto che non è necessario continuare a confrontare decine di campi. Basta iniziare a scartare con criterio.
In The Village di solito consigliamo di fermarsi e porsi alcune semplici domande prima di continuare la ricerca:
- che tipo di esperienza voglio che viva mio figlio quest’estate?
- è pronto a convivere fuori casa per diversi giorni?
- preferisco un approccio più ludico, più educativo o una combinazione?
- di che livello di accompagnamento ho bisogno come genitore?
Rispondere con calma a queste domande riduce di molto il numero delle opzioni e chiarisce la strada. Da lì, la scelta smette di essere travolgente.
Scegliere con calma è anche parte dell’educazione
Scegliere un campo estivo non dovrebbe essere una decisione impulsiva. È un’opportunità per trasmettere ai figli che le esperienze importanti meritano riflessione e tempo.
In The Village crediamo che questo processo faccia parte dell’educazione. Informarsi, confrontare e decidere con criterio insegna a bambini e ragazzi ad affrontare nuove esperienze con maggiore sicurezza e responsabilità.
Quando la scelta viene fatta con calma, l’esperienza è solitamente più positiva, sia per i partecipanti che per le famiglie.
Se ti trovi in quel momento iniziale di ricerca, conoscere meglio il nostro modo di intendere i campi e il team che accompagna i partecipanti può aiutarti. Puoi farlo su chi siamo.
