Arriva l'estate e con essa la grande domanda di molti genitori:
Quale campo estivo di inglese sarà il più adatto per mio figlio?
L’offerta è enorme: programmi urbani, internazionali, con animatori madrelingua, sportivi, artistici, di una o due settimane… Tuttavia, al di là delle attività o del prezzo, l’età è il fattore che più influisce sull’esperienza e sull’apprendimento.
Un bambino di 9 anni non vive un campo estivo come lo fa un adolescente di 15. Le sue esigenze, il suo livello di autonomia e il suo modo di apprendere sono completamente diversi. Per questo, scegliere bene non significa cercare il campo “più completo”, ma quello che meglio si adatta alla fase della vita e al carattere di tuo figlio.
In questa guida scoprirai:
- Cosa deve offrire un campo estivo di inglese a seconda dell’età (Kids 8–12 e Teens 13–17).
- Come capire se un programma offre una vera immersione e non solo lezioni in inglese.
- Che domande fare prima di prenotare e quali segnali indicano che tuo figlio sarà in buone mani.
L’obiettivo non è solo imparare l’inglese: è che ogni bambino viva un’estate che lo aiuti a crescere, acquisire fiducia e scoprire che la lingua può essere parte naturale della sua vita.

Perché l’età conta nella scelta di un campo estivo di inglese
Molti genitori cercano un campo “di inglese”, ma pochi si soffermano a pensare che non tutti i bambini imparano allo stesso modo. L’età segna una differenza enorme in come si vive l’esperienza, nel modo di relazionarsi e, soprattutto, in come si assimila la lingua.
Un programma perfetto per un bambino di 9 anni può risultare troppo impegnativo per uno di 11, e uno progettato per adolescenti potrebbe annoiare un gruppo di 8-10 anni. Per questo, il primo passo per scegliere bene non è guardare il prezzo né le foto del campus, ma capire di cosa ha bisogno tuo figlio in questo momento del suo sviluppo.
Fasi di sviluppo e bisogni diversi
Tra gli 8 e i 17 anni avviene una trasformazione profonda: cognitiva, emotiva e sociale.
- I bambini (8–12 anni) imparano attraverso il gioco, l’imitazione e l’emozione. Hanno bisogno di struttura, fiducia e accompagnamento vicino.
- Gli adolescenti (13–17 anni) cercano indipendenza, identità e connessione con i coetanei. Sono motivati dalla sfida, dalla cooperazione e dal sentirsi protagonisti.
Se il campo ignora questa differenza, l’inglese diventa un dovere. Se la rispetta, l’apprendimento avviene senza sforzo, in modo naturale e duraturo.
Come cambia il modo di imparare l’inglese con l’età
Nell’infanzia, il cervello assimila le lingue con una facilità sorprendente: lo fa per esposizione, ritmo e ripetizione. Più si vive la lingua, più si fissa.
Nell’adolescenza, l’apprendimento non è più così automatico, ma acquista profondità: i ragazzi comprendono strutture, ironie, sfumature e contesti culturali.
Per questo, un campo efficace non usa lo stesso approccio per tutti.
- I più piccoli hanno bisogno di giochi guidati, canzoni, racconti, laboratori.
- I più grandi, dibattiti, progetti, sport ed esperienze in cui l’inglese abbia senso pratico.
Il segreto sta nell’adattare la metodologia e la convivenza al momento cognitivo.
Rischi del non adattare l’esperienza all’età
Scegliere un campo “generico” può sembrare comodo, ma spesso genera frustrazione:
- I piccoli possono sentirsi persi o insicuri.
- Gli adolescenti, annoiati o infantilizzati.
- In entrambi i casi, si perde ciò che conta di più: la motivazione.
Quando l’ambiente non è pensato per la loro fase, i bambini parlano meno inglese e partecipano con meno energia. Invece, quando il programma li stimola quanto basta, la lingua smette di essere uno sforzo e diventa parte del gioco o della sfida.

Cosa deve avere un campo estivo di inglese per bambini (Kids 8–12 anni)
Tra gli 8 e i 12 anni, i bambini vivono un punto di equilibrio magico: hanno già sufficiente autonomia per esplorare il mondo, ma continuano ad aver bisogno della presenza e della guida dell’adulto.
Per questo, il miglior campo estivo di inglese per loro non è il più accademico né il più esigente, ma quello che combina gioco, apprendimento e accompagnamento umano.
Un campo ben progettato per questa età deve far sentire i bambini come a casa, anche se sono lontani, e far sì che l’inglese sia parte di tutto ciò che fanno: dal risveglio mattutino alle risate in una gymkana o a raccontare una storia a fine giornata.
Un ambiente in cui l’inglese si vive, non si studia
A questa età, i bambini non imparano l’inglese ripetendo frasi, ma vivendo la lingua in azione.
Le istruzioni dell’animatore, una battuta durante la colazione o una canzone in un laboratorio valgono più di un’ora di grammatica.
L’inglese deve essere la lingua della quotidianità, non solo delle lezioni.
Un buon campo riesce a far pensare, giocare e comunicare i bambini in inglese senza che se ne accorgano.
Questa è la differenza tra un programma “bilingue” e una vera esperienza di immersione.
La chiave: trasformare l’inglese in parte naturale del divertimento, non in una materia scolastica.
Attività che stimolano curiosità e fiducia
Per i più piccoli, la motivazione nasce dall’emozione.
Le attività devono essere varie, partecipative e adatte al loro livello di energia: sport, laboratori creativi, gymkane, teatro, cucina, musica o sfide cooperative.
Ogni gioco ha uno scopo: migliorare la comprensione, ampliare il vocabolario e favorire la fiducia nel parlare.
Quando i bambini ridono, si muovono e creano, perdono la paura di sbagliare —ed è questa la vera porta verso l’apprendimento.
In the Village, i programmi Kids includono:
- Attività in piccoli gruppi con coach internazionali.
- Laboratori come Broadway Junior, Mini Media Lab o Cooking Fun.
- Sport e dinamiche all’aperto adatti alla loro età.
- Momenti di calma (letture, mindfulness, lavori manuali) per equilibrare la giornata.
Accompagnamento vicino: sentirsi sicuri per potersi divertire
A 8 o 9 anni, molti bambini vivono la loro prima estate lontano da casa. L’accompagnamento umano è importante quanto l’insegnamento della lingua.
Per questo, un buon campo deve offrire:
- Rapporti ridotti, che permettano un’attenzione costante.
- Animatori formati in educazione infantile e pronto soccorso.
- Comunicazione fluida con le famiglie, affinché i genitori siano tranquilli.
- Routine stabili: i bambini sanno chi li sveglia, con chi mangiano e a chi rivolgersi se hanno bisogno di qualcosa.
L’apprendimento fiorisce solo quando c’è sicurezza emotiva.
E quella sicurezza la dà il rapporto umano: i bambini non ricorderanno la lista dei vocaboli, ma il sorriso del loro animatore.
Sicurezza, benessere e cure essenziali
I genitori non cercano solo inglese, cercano tranquillità.
Per questo, un buon campo per questa età deve garantire:
- Strutture chiuse e sicure, con aree distinte per età.
- Infermeria 24 ore su 24 e protocolli chiari in caso di qualsiasi evenienza.
- Menù salutari progettati da nutrizionisti, con opzioni per allergie o intolleranze.
- Sorveglianza continua, soprattutto nelle attività acquatiche o d’avventura.
- Assicurazione infortuni, assistenza e responsabilità civile.
In the Village, i bambini alloggiano in un hotel 4★ con camere doppie e bagno privato, all’interno di un ambiente naturale nelle Asturie.
Il campus sportivo di 52.000 m² permette di combinare sport, natura e tempo libero senza uscire da un ambiente controllato.
Errori comuni nella scelta di un campo per bambini piccoli
Molti programmi si presentano come “campi estivi di inglese”, ma non tutti mantengono ciò che promettono.
Questi sono segnali di allerta che conviene evitare:
- Campi dove si svolgono solo lezioni in inglese ma la convivenza è in spagnolo.
- Squadre senza animatori madrelingua o internazionali.
- Gruppi troppo numerosi (più di 10 bambini per animatore).
- Poche attività creative o eccesso di ore teoriche.
- Mancanza di comunicazione con le famiglie durante il soggiorno.
Il vero successo non sta nel ripetere frasi in inglese, ma nel fatto che i bambini vogliano continuare ad usarlo quando tornano a casa.

Cosa deve avere un campo estivo di inglese per adolescenti (Teens 13–17 anni)
L’adolescenza è una fase di prime volte: il primo viaggio con gli amici, le prime decisioni autonome, la prima sensazione di libertà. Per questo, un campo di inglese ben progettato per questa età non è un semplice corso estivo, ma un’opportunità di crescita personale e linguistica.
I giovani dai 13 ai 17 anni imparano meglio quando si sentono parte di qualcosa di reale. Hanno bisogno di sfide, responsabilità e la sensazione che tu ti fidi di loro. L’inglese non si insegna più: si vive in azione, tra risate, progetti, sport e conversazioni che nascono in modo naturale.
Un buon programma per adolescenti deve equilibrare tre pilastri:
immersione totale nella lingua, attività che motivano davvero e un ambiente sicuro in cui possano essere sé stessi.
Immersione totale con uno scopo reale
A differenza dei bambini, gli adolescenti hanno bisogno di capire il perché delle cose. Non basta dire loro “qui si parla inglese”: vogliono che la lingua abbia senso.
Per questo, i migliori campi estivi di inglese per questa età trasformano la lingua in uno strumento di comunicazione costante:
- Sport e attività guidate da coach internazionali.
- Progetti collaborativi in cui l’inglese è la lingua di lavoro.
- Momenti sociali, dai pasti alle serate, in cui viene stimolato il dialogo naturale.
Il risultato è un’esposizione linguistica di oltre 200 ore in 15 giorni, con reale fluidità e fiducia nel parlare.
L’inglese smette di essere un obiettivo accademico e diventa una competenza vitale.
Attività che sfidano e motivano
A questa età, la motivazione viene dalla sfida e dall’emozione di ciò che è autentico.
Un campo estivo di inglese per adolescenti deve offrire esperienze che si colleghino ai loro interessi e li spingano a superarsi.
In the Village, le attività sono pensate per questo:
- Sport di alto livello, come calcio con allenatori UEFA/FIFA, tennis, surf, vela o padel.
- Accademie creative dove l’inglese si fonde con il talento: Broadway Academy (musical), Media Academy (produzione audiovisiva) o Cooking Studio.
- Escursioni ed esperienze culturali nelle Asturie, combinando mare, montagna e convivenza internazionale.
Ogni esperienza è pensata affinché i giovani scoprano nuove abilità mentre usano l’inglese in modo naturale, spontaneo e divertente.
Convivenza internazionale e apertura al mondo
L’adolescenza è il momento perfetto per aprirsi al mondo.
Vivere con ragazzi di altre culture trasforma il loro modo di vedere il mondo e rafforza l’autostima.
All’improvviso, l’inglese smette di essere una lingua straniera e diventa la chiave per fare amicizia, condividere idee e sentirsi parte di una comunità globale.
In the Village, gli adolescenti convivono con giovani di oltre 12 nazionalità e 36 province spagnole, creando un vero ambiente di comunicazione multiculturale.
L’80% dei coach sono internazionali, il che garantisce varietà di accenti e contesti culturali.
Ogni conversazione, partita o laboratorio diventa una lezione di lingua e di vita.
Equilibrio tra libertà e sicurezza
I genitori vogliono che i figli crescano, ma senza rischi. E gli adolescenti hanno bisogno di indipendenza, ma entro un quadro di fiducia.
Un buon campo per questa età sa trovare quell’equilibrio.
Deve offrire:
- Sorveglianza costante con libertà progressiva.
- Rapporti ridotti (1 animatore ogni 5 partecipanti).
- Programmi adattati per età e maturità.
- Accompagnamento emotivo: animatori formati per ascoltare e guidare, non solo dirigere.
- Comunicazione fluida con le famiglie, senza perdere la sensazione di autonomia per i ragazzi.
In the Village, questa struttura è pensata per far sentire gli adolescenti liberi, ma sempre accompagnati.
Possono scegliere attività, guidare gruppi o proporre progetti, sapendo che c’è un team professionale e vicino alle loro spalle.
Cosa guadagnano gli adolescenti oltre l’inglese
Oltre alla lingua, ciò che un adolescente porta a casa da un campo come the Village è un insieme di apprendimenti vitali:
- Fiducia nell’esprimersi e nel prendere decisioni.
- Autonomia e responsabilità personale.
- Competenze sociali e interculturali.
- Ricordi e amicizie internazionali che durano anni.
Imparare l’inglese è solo l’inizio.
La vera trasformazione avviene quando scoprono di potercela fare da soli, comunicare con il mondo e sentirsi capaci di tutto.

Come confrontare le opzioni e scegliere il campo più adatto in base all’età
Scegliere il campo ideale non è questione di fortuna. Ogni programma ha il proprio approccio, e ciò che può essere perfetto per un bambino di 9 anni può risultare noioso o limitante per uno di 15. Per questo, confrontare con criterio è il modo migliore per garantire un’esperienza positiva e un apprendimento reale.
Prima di prenotare, dedica qualche minuto a rivedere questi punti chiave.
Faranno tutta la differenza tra un campo “giusto”… e un’estate indimenticabile.
1. Verifica che il programma sia adattato per età
Sembra ovvio, ma non sempre accade.
Un campo di inglese deve avere programmi differenziati per ciascun gruppo d’età:
- Kids (8–12 anni) → approccio ludico, accompagnamento vicino e apprendimento attraverso il gioco.
- Teens (13–17 anni) → attività con sfida, autonomia e convivenza internazionale.
Se l’organizzazione non specifica differenze chiare o mescola età molto diverse nelle stesse dinamiche, probabilmente non è davvero adattato.
2. Controlla il tipo di immersione in inglese
Non tutti i campi “di inglese” offrono una vera immersione.
Fai queste domande prima di decidere:
- L’inglese si usa solo nelle lezioni o durante tutta la giornata?
- Gli animatori sono madrelingua o internazionali?
- Quale percentuale di tempo si trascorre in vero inglese nella convivenza?
Un buon campo dovrebbe garantire almeno 10–15 ore al giorno di esposizione alla lingua, non solo lezioni teoriche. In the Village, ad esempio, i partecipanti vivono oltre 200 ore di inglese in 15 giorni, nello sport, nei laboratori e nella vita quotidiana.
3. Analizza la qualità del team
Il team di animatori e coach è il cuore del campo.
Assicurati che:
- Siano formati in pedagogia, lingue o educazione infantile/giovanile.
- Ci siano coach internazionali o madrelingua.
- Sia mantenuto un basso rapporto (1 animatore ogni 5–8 bambini al massimo).
- Abbiano superato processi di selezione e formazione pregressi.
La fiducia non si guadagna con i volantini, ma con le persone.
Chiedi che ti spieghino chi accompagnerà tuo figlio e come è organizzato il team.
4. Valuta le strutture e l’ambiente
Comodità e sicurezza sono alla base del benessere.
Prima di prenotare, verifica:
- Dove dormiranno i bambini (camere, bagni, sorveglianza).
- Se è presente infermeria 24h e assicurazioni incluse.
- Che tipo di campus o ambiente naturale viene offerto.
- Come viene gestita l’alimentazione e le allergie.
Un ambiente curato e ben organizzato moltiplica la tranquillità dei genitori e migliora l'esperienza dei bambini.
In the Village, i partecipanti alloggiano in hotel 4★ con bagno privato, all'interno di un campus sportivo di 52.000 m² con piscine, campi sportivi, teatro e infermeria permanente.
5. Assicurati che ci sia una comunicazione fluida con le famiglie
La tranquillità dei genitori dipende sia dalla sicurezza che dalla comunicazione.
Un buon campo mantiene informate le famiglie in ogni momento, con canali chiari:
- Telefono di emergenza 24h.
- Contatto diretto con la coordinazione.
- Aggiornamenti periodici con foto o report.
La trasparenza genera fiducia e dimostra professionalità.
6. Fai attenzione all’equilibrio tra apprendimento, divertimento e riposo
L’eccesso di lezioni o attività senza pause può stancare i bambini.
Un programma ben strutturato alterna:
- Ore di inglese attivo.
- Attività sportive o creative.
- Momenti di relax e tempo libero.
Questo equilibrio mantiene alta la motivazione e fa sì che l’apprendimento fluisca in modo naturale.
7. Chiedi la provenienza dei partecipanti
Un campo internazionale o con studenti di diverse province arricchisce l’esperienza.
La mescolanza di accenti, culture e modi di pensare costringe a comunicare in inglese e amplia la visione del mondo.
Se tutti i bambini sono dello stesso ambiente o scuola, il livello di immersione reale di solito si abbassa.
8. Verifica la copertura medica e le assicurazioni
Un dettaglio che spesso passa inosservato:
ogni campo serio deve includere assicurazione medica, contro gli infortuni e di responsabilità civile.
Inoltre, deve avere personale sanitario disponibile 24h e protocolli chiari per la somministrazione di farmaci o l’attenzione alle emergenze.
9. Osserva come viene presentato il campo
Il modo in cui un campo comunica dice molto sulla sua qualità.
I buoni progetti:
- Sono trasparenti (mostrano il loro team, foto reali, accreditamenti).
- Spiegano la loro metodologia nei dettagli.
- Hanno recensioni e testimonianze verificabili.
- Evitano promesse vaghe tipo “inglese tutto il giorno” senza spiegazioni.
Quando un’organizzazione cura i dettagli nella presentazione, di solito cura anche quelli dell’esperienza.
Checklist veloce per decidere
✅ Programma adattato per età
✅ Immersione reale (inglese in tutte le attività)
✅ Animatori qualificati e rapporto ridotto
✅ Strutture sicure e confortevoli
✅ Infermeria e assicurazioni incluse
✅ Comunicazione con le famiglie
✅ Attività varie e bilanciate
✅ Ambiente multiculturale
✅ Trasparenza nelle informazioni
✅ Entusiasmo di tuo figlio di partecipare

Come preparare tuo figlio per sfruttare al massimo il campo
Il successo di un campo non inizia quando il bambino arriva, ma settimane prima, a casa.
Il modo in cui viene preparato influisce direttamente su come si adatta, quanto si diverte e quanto impara.
I genitori giocano un ruolo decisivo: una preparazione emotiva semplice può trasformare l’esperienza in qualcosa di emozionante, non intimidatorio.
1. Parla del campo con entusiasmo (non con preoccupazione)
I bambini sentono ciò che i genitori trasmettono.
Se percepiscono paura o dubbi, associano il campo all’insicurezza; se captano entusiasmo, lo vivono come un’avventura.
Conviene parlare del programma in modo positivo:
- “Farai nuovi amici”
- “Immagina parlare inglese con ragazzi di altri paesi!”
- “Ti piacerà tantissimo la piscina e i laboratori creativi”
Evita frasi tipo “se non ti piace, ti chiamo e torni a casa”.
Trasmettono sfiducia e rafforzano la paura di separarsi.
La chiave sta nel mostrare fiducia e aspettativa gioiosa.
2. Coinvolgilo nella preparazione
Preparare insieme la valigia è molto più di un compito logistico:
è un’occasione per parlare del viaggio, dargli autonomia e generare entusiasmo.
Permettigli di scegliere parte dei suoi vestiti o un oggetto personale che gli dia sicurezza (un libro, una foto, un braccialetto).
In the Village, i bambini dispongono di camere doppie con spazio per organizzare le proprie cose, il che li aiuta a sentirsi più a proprio agio e responsabili.
3. Rafforza l’autonomia prima della partenza
I giorni precedenti il campo sono ideali per esercitarsi in piccole routine:
- Vestirsi e lavarsi da soli.
- Preparare lo zaino o controllare il materiale.
- Esprimere bisogni (“ho fame”, “ho bisogno di aiuto”).
Più sicurezza ha nelle sue abitudini, più facile sarà l’adattamento.
L’obiettivo non è che sappia fare tutto, ma che sappia chiedere aiuto con fiducia.
4. Introduci l’inglese in casa in modo naturale
Un ambiente 100% in inglese può impressionare all’inizio.
Per ridurre questo impatto, è molto utile che il bambino si familiarizzi con la lingua prima di partire:
- Guardare serie o film in lingua originale.
- Ascoltare canzoni e commentarle.
- Giocare a indovinare parole o frasi in inglese.
- Usare piccole espressioni quotidiane (“Good morning!”, “Thank you!”).
Questo gli darà sicurezza all’arrivo e sentirà che “sa già più di quanto pensasse”.
5. Spiega come sarà la routine della giornata
La paura dell’ignoto è una delle più comuni nei bambini.
Parlare della routine —orario di sveglia, pasti, attività, riposo— trasmette tranquillità.
Spiegagli che:
- Dormirà in camera condivisa (con il suo gruppo e animatori vicini).
- Ci saranno momenti di gioco, sport, laboratori e riposo.
- Avrà sempre qualcuno a cui rivolgersi in caso di bisogno.
In the Village, la struttura giornaliera combina sport, attività creative, momenti sociali e riposo, sempre con coach presenti.
6. Salutalo con sicurezza, non con nostalgia
Il momento del saluto può essere emotivo, ma è importante che il bambino senta fiducia, non tristezza.
Un abbraccio deciso, un sorriso e una frase come:
“Vivrai un’avventura incredibile. Sono orgoglioso di te.”
Questa sensazione di orgoglio e supporto sarà il ricordo che porterà con sé quando inizierà la sua prima notte fuori casa.
7. Fidati del team ed evita chiamate continue
L’adattamento ha bisogno di spazio.
Chiamare o scrivere ogni giorno può rafforzare la dipendenza e rendere difficile il processo.
Fidati degli animatori: se succede qualcosa di importante, ti informeranno.
Nel frattempo, goditi l’esperienza come fa tuo figlio: con tranquillità.
In the Village, il team di assistenza alle famiglie mantiene una comunicazione diretta e aggiornamenti periodici, ma sempre dando priorità al benessere emotivo dei bambini.
8. Rafforza l’esperienza al ritorno a casa
Quando torna, ascoltalo, celebra i suoi successi ed evita di giudicare ciò che non è andato perfettamente.
Chiedigli cosa ha imparato, chi ha conosciuto, cosa lo ha fatto ridere.
Questo rinforzo emotivo chiude il ciclo dell’apprendimento e trasforma l’esperienza in un ricordo positivo che vorrà ripetere.
Quali benefici offre un campo ben scelto: lingua, sviluppo e fiducia
Quando un campo di inglese è ben progettato, i risultati vanno ben oltre la lingua.
Bambini e adolescenti non tornano solo con più vocabolario, ma con un modo diverso di rapportarsi con il mondo.
Imparano senza rendersene conto, crescono senza sforzo e tornano a casa più sicuri, aperti e felici.
1. Apprendimento dell’inglese in modo naturale e duraturo
In un ambiente di immersione reale, l’inglese smette di essere una materia scolastica per diventare uno strumento vivo.
I bambini non memorizzano regole: pensano e comunicano in inglese per giocare, collaborare, chiedere, raccontare o condividere.
- Migliorano la comprensione orale grazie al contatto continuo con accenti reali.
- Sviluppano scioltezza nell’orale usando la lingua senza paura.
- Ampliano il vocabolario funzionale, quello che si usa nella vita quotidiana.
- Rafforzano la motivazione interna: scoprono che l’inglese serve per connettersi con il mondo.
La cosa più importante: questo tipo di apprendimento non si dimentica, perché è associato a emozioni positive ed esperienze reali.
2. Sviluppo personale ed emotivo
Un buon campo insegna tanto fuori dall’aula quanto dentro.
Per alcuni giorni, i bambini imparano a cavarsela da soli, a fidarsi delle proprie capacità e a convivere con gli altri.
Imparano a:
- Organizzare il proprio tempo e le proprie cose.
- Chiedere aiuto quando ne hanno bisogno.
- Risolvere piccoli conflitti con empatia.
- Celebrarsi e celebrare gli altri.
Sono abilità che non si insegnano sui libri, ma che costruiscono carattere, responsabilità e resilienza.
3. Fiducia e autostima attraverso i successi quotidiani
Ogni piccola vittoria —avere il coraggio di parlare in inglese, partecipare a uno spettacolo, fare un gol, fare una nuova amicizia— rafforza la loro autostima.
Quella sensazione di “posso farcela” è uno dei regali più grandi del campo.
Al ritorno a casa, i genitori notano il cambiamento:
i bambini si esprimono con maggiore scioltezza, affrontano compiti con iniziativa e vedono l’inglese con un altro atteggiamento.
La lingua smette di essere un ostacolo e diventa un mezzo per mostrare ciò di cui sono capaci.
4. Amicizie internazionali e apertura culturale
Vivere con giovani di diverse provenienze è una delle esperienze più arricchenti che possa avere un bambino o un adolescente.
Non migliora solo il loro inglese: amplia la visione del mondo, rafforza l’empatia e insegna a comunicare oltre le parole.
Scoprono che la diversità non separa, unisce.
E imparano che parlare inglese non è un fine, ma un ponte per conoscere nuove persone e culture.
In the Village, ogni estate convivono giovani di oltre 12 nazionalità e 36 province spagnole, condividendo risate, sport e progetti in un ambiente davvero globale.
5. Ricordi che si trasformano in apprendimento
I ricordi del campo diventano tappe emotive.
Ogni escursione, ogni canzone, ogni conversazione notturna lascia un segno.
E queste emozioni agiscono come “ancore” per l’apprendimento: ogni parola imparata è associata a un’esperienza felice, il che moltiplica la memorizzazione e la voglia di continuare a imparare.
L’inglese non si studia più: si ricorda con un sorriso.
6. Tranquillità e soddisfazione per le famiglie
Quando i genitori scelgono bene, anche loro sono avvantaggiati.
Possono godersi la tranquillità di sapere che i figli sono al sicuro, accompagnati e che stanno davvero imparando.
Questa fiducia reciproca —tra famiglie, animatori e organizzazione— trasforma l’esperienza in qualcosa di completo: apprendimento per i bambini, serenità per i genitori.
In the Village, la comunicazione costante e l’attenzione personalizzata fanno sentire i genitori parte dell’esperienza, anche a distanza.

Come sapere se un campo di inglese è di qualità
Su internet, tutti i campi sembrano promettere la stessa cosa: “inglese tutto il giorno”, “metodologia innovativa”, “team internazionale”.
Ma dietro alle belle parole, non sempre ci sono garanzie reali.
Per questo, prima di fidarti di un marchio, conviene sapere quali segnali dimostrano che un campo è davvero di qualità.
Non si tratta solo dell’estetica del volantino o delle foto su Instagram, ma di fatti verificabili: accreditamenti, team umano, sicurezza e metodologia educativa.
1. Cerca accreditamenti e supervisione educativa riconosciuta
Le certificazioni esterne sono il primo indicatore di serietà.
Un campo che conta sulla supervisione di istituzioni riconosciute dimostra che il suo programma è stato valutato da esperti.
Per esempio:
- Cambridge University Press & Assessment approva la metodologia di the Village, assicurando che l’apprendimento dell’inglese si basi su principi pedagogici comprovati.
- Altri enti, come Trinity College London o British Council, possono anch’essi certificare programmi di immersione di qualità.
Se il campo non menziona alcun riferimento educativo o certificazione linguistica, chiedi prove prima di prenotare.
2. Verifica la formazione e la provenienza del team
Il team di animatori e coach fa la differenza tra un’esperienza improvvisata e una davvero educativa.
Un campo di qualità:
- Dispone di insegnanti, educatori o animatori formati nell’insegnamento o nella pedagogia.
- Include madrelingua o internazionali, per garantire accenti reali e un’esposizione linguistica varia.
- Ha rapporti bassi (idealmente 1 animatore ogni 5–7 bambini).
- Supervisiona tutto il processo con un coordinatore accademico o pedagogico.
Chiedere chi accompagnerà tuo figlio è uno dei modi migliori per capire se il campo dà priorità all’apprendimento o solo al tempo libero.
3. Controlla la trasparenza delle informazioni
Un campo serio comunica con chiarezza:
- Numero di ore giornaliere di inglese.
- Origine e formazione del team.
- Tipologia di alloggio e regime alimentare.
- Protocolli di sicurezza e assistenza medica.
- Date, assicurazioni e condizioni di cancellazione.
Diffida dei siti che si limitano a frasi generiche o evitano di dettagliare il programma.
La chiarezza è sempre un segno di fiducia.
4. Valuta le strutture e l’ambiente
Un ambiente sicuro, pulito e ben mantenuto non solo dà tranquillità ai genitori, ma migliora l’esperienza dei bambini.
Chiedi di vedere immagini reali del campus, delle camere, delle mense e delle zone attività.
I migliori campi offrono:
- Alloggi confortevoli (camere spaziose, bagno privato o condiviso con supervisione).
- Campus chiusi e sorvegliati.
- Spazi sportivi e aree naturali sicure.
- Accessibilità medica immediata.
In the Village, i partecipanti alloggiano in un hotel 4★ con bagno privato, usufruiscono di un campus sportivo di 52.000 m² e hanno infermeria 24h e assicurazioni complete, una garanzia di comfort e sicurezza difficile da eguagliare.
5. Conferma la copertura medica e le assicurazioni
Ogni campo di qualità deve includere:
- Assicurazione contro gli infortuni e responsabilità civile.
- Infermeria operativa 24h.
- Protocolli medici chiari.
- Comunicazione immediata con le famiglie in caso di qualsiasi imprevisto.
Se un programma non può fornirti queste informazioni per iscritto, meglio cercare un’altra opzione.
La sicurezza non è negoziabile.
6. Osserva l’organizzazione e la comunicazione con le famiglie
Una buona esperienza non termina quando lasci tuo figlio sull’autobus.
I migliori campi mantengono una comunicazione fluida con le famiglie:
- Report o aggiornamenti periodici.
- Canali di contatto diretto (coordinazione, emergenze, direzione).
- Trasparenza nei protocolli di arrivo e partenza.
Questa comunicazione dimostra professionalità e genera fiducia dal primo giorno.
7. Valuta la stabilità e la reputazione dell’organizzazione
Carriere lunghe, recensioni verificate e testimonianze di ex partecipanti sono segnali che un campo mantiene ciò che promette.
Cerca opinioni reali, non solo quelle presenti sul sito.
I social network e Google Reviews offrono una visione onesta del livello di soddisfazione delle famiglie.
In the Village, centinaia di famiglie tornano ogni anno, il che riflette la qualità costante del programma e la fiducia generata nel tempo.
8. Confronta le promesse con dati concreti
Il modo migliore per individuare la qualità è confrontare la pubblicità con dati reali:
- “Inglese tutto il giorno” → quante ore reali di esposizione?
- “Monitor madrelingua” → quale percentuale esatta?
- “Ambiente internazionale” → di quante nazionalità?
In the Village, questi dati sono chiari: oltre 200 ore di inglese in 15 giorni, 80% di coach internazionali e convivenza con ragazzi di 12 nazionalità.
Dati oggettivi che confermano una vera immersione.
Come sfruttare l’esperienza dopo il campo estivo
Quando il campo finisce e i bambini tornano a casa pieni di aneddoti, risate e nuove parole, arriva il momento di mantenere vivo quello slancio.
L’immersione di due o tre settimane può essere il punto di partenza per un cambiamento duraturo nel loro rapporto con l’inglese, se i genitori sanno come accompagnarli.
1. Rafforza ciò che hanno vissuto con conversazione e curiosità
Il modo migliore per mantenere attivo l’inglese non è continuare con esercizi, ma continuare a parlare dell’esperienza.
Chiedi a tuo figlio:
- Quali nuove parole ha imparato.
- Come si comunicava con i suoi amici internazionali.
- Quali attività ha apprezzato di più in inglese.
Quando rivive ricordi in quella lingua, l’apprendimento si consolida emotivamente.
Puoi anche usare piccole frasi in inglese in casa, riprendendo espressioni che usava al campo.
Esempio: se diceva “Let’s go!” prima di un’attività, mantenete quel gesto come codice familiare.
2. Collega l’inglese ai suoi veri interessi
Se l’inglese viene associato solo alla scuola, tornerà a sembrare un obbligo.
Invece, se è legato a ciò che lo appassiona — musica, videogiochi, sport, cinema, moda — rimane vivo in modo naturale.
Alcune idee:
- Guardare le sue serie preferite in versione originale con sottotitoli.
- Ascoltare podcast o canzoni e commentare il testo.
- Cercare canali YouTube o TikTok educativi in inglese.
- Preparare ricette o lavoretti seguendo istruzioni in inglese.
L’obiettivo è che l’inglese continui ad essere uno strumento per divertirsi, non solo una materia di studio.
3. Mantieni il contatto con gli amici del campo
Le amicizie internazionali o provenienti da altre province sono un tesoro per mantenere la pratica reale.
Incoraggiali a comunicare tramite messaggi, videochiamate o social, sempre in inglese.
Quel legame sociale rafforza la motivazione più di qualsiasi lezione formale: il desiderio di continuare a connettersi con i propri amici.
In the Village, molti partecipanti rimangono in contatto per mesi, condividendo progetti o ricordi in inglese, il che moltiplica la permanenza dell’apprendimento.
4. Integra piccole routine di inglese in casa
Non è necessario trasformare la casa in un’accademia.
Piccoli gesti quotidiani mantengono viva la lingua:
- Organizzare un “English Day” a settimana.
- Usare comandi semplici in inglese (“Pass me the salt”, “It’s dinner time!”).
- Giocare a giochi da tavolo o di carte in inglese.
- Mettere etichette in inglese sugli oggetti di uso quotidiano (door, fridge, window…).
Queste micro-esposizioni rafforzano l’orecchio e normalizzano l’uso della lingua.
5. Rafforza la fiducia, non la correzione
Quando il bambino sbaglia nel parlare, evita di interromperlo o correggere ogni frase.
Ciò che conta non è la perfezione grammaticale, ma mantenere la fluidità e la sicurezza.
Festeggia il fatto che abbia il coraggio di parlare inglese fuori dall’aula.
La paura dell’errore è il peggior nemico della continuità.
6. Cerca continuità in programmi o esperienze future
I campi estivi sono una scintilla iniziale, ma l’apprendimento si consolida con la ripetizione annuale o la continuità.
Valuta opzioni come:
- Tornare allo stesso campo l’estate successiva.
- Partecipare a scambi scolastici o viaggi linguistici.
- Unirsi ad accademie o club di conversazione.
I bambini che ripetono esperienze di immersione tendono a raddoppiare la propria fluidità e fiducia tra il primo e il secondo anno.

Campi estivi in Spagna vs. all’estero: vantaggi e svantaggi
Ogni estate, molte famiglie si chiedono se, per far imparare davvero l’inglese ai loro figli, debbano mandarli fuori dalla Spagna.
Andare in Irlanda o Inghilterra può sembrare l’opzione più efficace, ma la realtà è più sfumata: la vera immersione dipende più dall’ambiente e dal programma che dal paese stesso.
Un campo in Spagna ben progettato può offrire la stessa esperienza internazionale, con il vantaggio aggiunto della sicurezza e della vicinanza.
Vediamo le differenze chiave.
Campi estivi all’estero: l’opzione tradizionale
Per anni, mandare i bambini all’estero è stato sinonimo di “apprendimento intensivo”.
Tuttavia, quell’esperienza dipende in gran parte dal programma, dal gruppo e dall’età del partecipante.
Vantaggi:
- Contatto diretto con un paese anglofono.
- Esposizione a nuove culture e accenti.
- Sensazione di indipendenza e avventura.
Svantaggi:
- Costo elevato (volo, assicurazioni, tasse, cambio valuta).
- Distanza in caso di emergenze.
- Maggiore difficoltà per i più piccoli alla loro prima esperienza lontano da casa.
- Rischio di convivere con molti spagnoli, riducendo la vera immersione.
In sintesi, non tutti i programmi fuori dalla Spagna garantiscono un’immersione reale, soprattutto se il gruppo viaggia con compagni di lingua spagnola.
Campi internazionali in Spagna: l’alternativa intelligente
Oggi esistono programmi progettati per replicare l’esperienza internazionale senza bisogno di viaggiare all’estero.
La chiave sta nel riunire partecipanti di diverse nazionalità, monitor internazionali e un programma 100% in inglese.
Vantaggi:
- Stesso livello di esposizione linguistica (oltre 200 h di inglese in 15 giorni).
- 80% di coach internazionali e convivenza con ragazzi di 12 nazionalità.
- Ambiente sicuro e accessibile per le famiglie.
- Costo più accessibile e logistica più semplice.
- Assistenza medica 24h e comunicazione diretta con i genitori.
Il risultato è un’immersione autentica, con la tranquillità di sapere che i tuoi figli sono a poche ore da casa.
L’esperienza internazionale senza uscire dalla Spagna
In the Village, ogni estate convivono bambini e adolescenti di oltre 12 nazionalità insieme ad un 80% di coach internazionali.
Tutto il programma — sport, accademie creative, escursioni e vita quotidiana — si svolge interamente in inglese.
Il risultato è lo stesso livello di immersione di un programma all’estero, con la tranquillità di un ambiente sicuro, sanitario e culturalmente familiare.
È la combinazione perfetta tra il meglio di due mondi:
l’immersione linguistica di una destinazione internazionale, con la sicurezza e l’accessibilità dell’essere a casa.
Domande frequenti dei genitori prima del primo campo estivo
Mandare un figlio a un campo di inglese per la prima volta può generare tanti dubbi quanta emozione.
Queste sono le domande più comuni che le famiglie ci pongono prima di decidere, insieme alle risposte che aiutano a capire come funziona una vera esperienza di immersione.
Qual è l’età minima per partecipare?
Dipende dal programma, ma i campi di immersione solitamente iniziano dagli 8 anni.
A questa età, i bambini hanno già una sufficiente autonomia e capacità di adattamento per godersi l’esperienza.
In the Village, il programma Kids (8–12 anni) è pensato appositamente per i più piccoli: gruppi ridotti, accompagnamento costante e attività guidate in inglese.
E se mio figlio non sa quasi niente d’inglese?
Non è un problema.
Un campo di immersione non richiede un livello precedente, perché l’apprendimento nasce dalla convivenza.
L’obiettivo non è memorizzare, ma usare la lingua in modo naturale.
Inoltre, i coach adattano le attività al livello di ogni gruppo affinché tutti si sentano a proprio agio e partecipino dal primo giorno.
Come viene garantita la sicurezza e il benessere dei bambini?
La sicurezza è prioritaria.
Un campo di qualità deve prevedere:
- Infermeria 24 ore su 24.
- Assicurazioni infortuni, assistenza e responsabilità civile.
- Supervisione costante dei monitor (rapporto massimo 1:5).
- Campus chiuso e controllato.
In the Village, ogni gruppo ha il proprio coach responsabile, oltre a personale medico e coordinatori sempre presenti.
Posso contattare mio figlio durante il campo?
Sì, ma sempre rispettando i momenti di convivenza.
I programmi di immersione di solito prevedono orari o canali specifici per chiamate o messaggi, per non interrompere il ritmo del gruppo.
Le famiglie ricevono aggiornamenti periodici, foto e comunicazione diretta con la coordinazione in caso di necessità.
Così, i bambini vivono l’esperienza in autonomia, ma i genitori restano tranquilli.
Cosa deve portare mio figlio al campo?
Ogni campo fornisce una lista dettagliata prima della partenza, ma in generale si consiglia:
- Abbigliamento comodo e sportivo.
- Scarpe adatte alle attività.
- Costume da bagno, asciugamano e ciabatte.
- Articoli per l’igiene personale.
- Cappello o berretto, crema solare e borraccia.
- Un piccolo dizionario o quaderno.
In the Village, inviamo un kit di benvenuto con la lista completa, consigli ed etichette personalizzate per contrassegnare i vestiti.
Come vengono organizzati i pasti e le allergie?
Un buon campo deve offrire menù equilibrati e supervisionati da nutrizionisti, adattando l’alimentazione a ogni esigenza (allergie, intolleranze o diete speciali).
In the Village, i menù sono preparati nello stesso hotel 4★, e il team medico e di cucina verifica tutte le schede alimentari prima dell’inizio del programma.
Cosa succede se mio figlio si ammala o ha bisogno di farmaci?
Nei campi seri c’è sempre assistenza medica 24 ore su 24 e protocolli specifici per la somministrazione di farmaci.
I genitori informano in anticipo di qualsiasi terapia, e il personale sanitario la somministra secondo le indicazioni.
Se accade qualcosa di imprevisto, la famiglia viene informata immediatamente.
I bambini possono ripetere il campo ogni anno?
Sì, e infatti molti lo fanno.
Ripetere l’esperienza potenzia l’apprendimento: i bambini tornano con più fiducia, maggiore livello d’inglese e una rete di amici internazionali che si consolida negli anni.
In the Village, oltre il 40% dei partecipanti torna, a dimostrazione della soddisfazione delle famiglie e della crescita dei bambini.
Qual è la differenza tra un campo “bilingue” e uno di immersione?
Un campo bilingue alterna spagnolo e inglese, con parte della giornata in ciascuna lingua.
Un campo di immersione totale, invece, mantiene l’inglese come lingua comune di tutte le attività, dalla colazione alle serate.
La differenza è chiara: nel primo si studia inglese, nel secondo si vive in inglese.
Posso visitare il campo prima di iscrivermi?
Alcuni centri offrono giornate a porte aperte o video a 360º delle strutture.
In the Village, organizziamo sessioni informative online e visite in presenza su appuntamento per permettere alle famiglie di conoscere l’ambiente, lo staff e il metodo prima di decidere.
Che livello di inglese raggiungerà mio figlio al termine?
Dipende dal punto di partenza, ma il miglioramento più evidente non è grammaticale, bensì emotivo:
parla con più scioltezza, capisce meglio e perde la paura di comunicare in inglese.
I risultati scolastici arrivano poi, spinti da questa nuova fiducia.
Scegliere bene è regalare un’esperienza che lascia il segno
Scegliere un campo di inglese non è semplicemente organizzare una vacanza:
è investire in un’esperienza che favorisce la crescita, l’indipendenza e la fiducia dei bambini.
Quando l’ambiente, il team e il metodo sono ben studiati, l’apprendimento va oltre la lingua e diventa una lezione di vita.
Un buon campo non si misura dalle sue aule, ma dai sorrisi, dagli amici internazionali e dalla sicurezza con cui i bambini tornano a casa.
Per questo, il criterio migliore non è “dove studiare inglese”, ma dove viverlo davvero.
the Village: dove l’inglese si vive, non si studia
In the Village, ogni dettaglio è pensato per offrire questa esperienza completa:
- Oltre 200 ore di vero inglese in 15 giorni.
- 80% di coach internazionali provenienti da 12 nazionalità.
- Rapporto 1:5 per un’attenzione vicina e personalizzata.
- Hotel 4★ e campus sportivo di 52.000 m² immerso nella natura asturiana.
- Programmi divisi per età: Kids (8–12) e Teens (13–17).
- Infermeria 24h, assicurazioni complete e accompagnamento continuo.
Tutto in un ambiente sicuro, multiculturale e pieno di energia positiva, dove i ragazzi non solo migliorano il proprio inglese: scoprono un nuovo modo di relazionarsi con il mondo.
Un’estate da ricordare, un apprendimento che dura
I genitori cercano tranquillità.
I ragazzi, avventura.
In the Village, entrambi trovano ciò che cercano: un’esperienza internazionale senza uscire dalla Spagna, con la qualità, la sicurezza e l’emozione che fanno sì che ogni estate venga ricordata per anni.
Perché ciò che trasforma non sono le lezioni, ma le esperienze vissute in inglese.
E ogni bambino merita di vivere la propria.
Vivi l’inglese, la natura e la convivenza internazionale in un ambiente sicuro e stimolante.
Posti limitati — programmi Kids e Teens disponibili per l’estate 2026.
